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FUTILITIES
Auguri

1994 - Preti

1996 - Boscaioli

1998 - Carcerati

1999 - Panettieri

2000 - Caffè Commercio

2001 - Scolari

2002 - Genitori

2003 - Pompieri

2004 - Cowboy

2005 - Circo

2006 - Londra

2007 - Piscina

2008 - Patatrak

2009 - Chirurghi

Scanner

Successivamente alla prima riunione per trovare il tema della cartolina di quest’anno (che aveva prodotto qualche idea, ma nessuna che ci convincesse appieno), mi sono incontrato con un amico (lo chiameremo “doctor. J”) che ha accesso ad un ambulatorio che, opportunamente arredato, può sembrare una sala operatoria. Parlandomene, mi ha detto che da tempo pensava di proporcelo come location per la nostra cartolina d’auguri.

Ho così sottoposto l’idea al “comitato”, che si è dichiarato entusiasta e ci siamo messi in moto, definendo così il tema dei “chirurghi

Abbiamo provato a pensare al contesto da rappresentare, per rendere più simpatica la cosa e, fin da subito (o quasi), abbiamo pensato di inserire degli strumenti “poco chirurgici” e di rifarci ad un effetto piuttosto diffuso nella fotografia moderna che ricorda in parte il metodo dell’HDR e di cui Dave Hill è forse il massimo esponente.

La cosa più difficile è stata la logistica: trovare un momento favorevole a tutti noi e al doctor. J è stato durissimo (per un momento ho temuto che saltasse tutto) e, alla fine, abbiamo battuto il record dell’anno scorso, trovandoci a scattare il 16 dicembre!!




Così, quella sera, siamo partiti alla volta del luogo designato, portandoci appresso trapani, seghetti, punteruoli, martelli, seghe circolari e attrezzi vari, l’operazione, aveva come nome in codice “felpagialla” (ogni anno scegliamo un nome in codice per la cartolina… così è ancora più divertente!) e, arrivati a destinazione, il doctor. J. ci ha fatto trovare una scatola con la dicitura “felpa gialla kit vestizione”. Al suo interno, c’erano camici da chirurgo, mascherine, guanti, cuffie, siringhe e ogni genere di accessorio che potesse creare l’atmosfera di una vera sala operatoria. Intanto, il DEMA® posizionava le luci e faceva qualche test di esposizione.

 

Vittima designata dell’intervento era Dino, perciò lui, indossato un camice da paziente si è disteso sul lettino, mentre noi prendevamo posizione intorno a lui muniti degli attrezzi di cui sopra… e, con un minimo di apprensione da parte sua, abbiamo cominciato a scattare.

 

Ancora una volta, la regia di Guido è stata fondamentale, dirigendoci e consigliandoci nelle pose da assumere, le espressioni da fare e il modo di reggere i nostri “ferri del mestiere”.

Dopo un paio d’ore di lavoro, eravamo certi di avere lo scatto giusto.

 

A questo punto, però, avevamo pochissimi giorni per selezionare la foto più appropriata, elaborarla, costruirci la grafica e mandarla in stampa.

Il DEMA® ha dovuto sacrificare un fine settimana, dedicando tante tante ore alla realizzazione dei tanti tanti livelli in Photoshop che hanno permesso la resa finale (per gli addetti ai lavori: il psd finale conta circa 50 livelli separati!!). ha fatto un lavoro eccezionale.

Il risultato, è un’immagine a metà tra una foto e un disegno, con dei contrasti e delle rese cromatiche innaturali, ma comunque coerenti, che lo fanno sembrare la locandina di un film o una pubblicità da rivista patinata.

 

A questo punto Guido si è adoperato per la grafica. poche versioni tra cui scegliere (vista l’immagine, è andato piuttosto a colpo sicuro) e, come sempre, il risultato finale ci ha decisamente soddisfatti.

 

Rispetto al solito è un po’ più “cattiva”, ma ci fa tanto ridere e speriamo proprio che piaccia anche a voi.

 

Un particolare ringraziamento va sicuramente al doctor. J. che ci ha dato l’ispirazione e fornito la location.

A questo punto, non ci resta che fare gli auguri a tutti…

operazione “felpagialla” completata!


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